Sanificazione con ozono. Le nostre valutazioni sulla disinfezione ambientale con ozono

La sanificazione con ozono è un metodo valido nella lotta la coronavirus? In questi giorni abbiamo ricevuto moltissime domande simili a questa. Abbiamo provato a raccogliere informazioni da fonti attendibili, riassumendole in questo articolo.

Molte società operanti nel settore della disinfezione con ozono citano il Ministero della Salute (protocollo n° 24482 del 31/07/1996). Infatti questo documento sostiene che l’ozono ha una buona capacità di inattivazione dei virus. Ma nessun tipo di coronavirus è citato un questo documento.

Un documento successivo del 2010 (allegato in fondo alla pagina) dimostra che il trattamento deve essere in concentrazioni di circa 4 ppm per 20 minuti. Questo è ben al di sopra della soglia di pericolosità di 0,3 ppm per 15 minuti.

Occorre notare infatti che in generale gli esseri umani possono sopportare un’esposizione limitata all’ozono. Oltre a questi limiti possono manifestarsi sintomi quali secchezza delle mucose tosse, emicrania e restrizione della cassa toracica e fino alla morte con concentrazioni più elevate. Si ritengono letali concentrazioni superiori a 50 ppm associate ad esposizione maggiori di 30 minuti.

Potete trovare maggiori informazioni sulla pericolosità dell’ozono a questo link.

Quindi il primo consiglio che ci sentiamo di darvi è: valutate sempre la concentrazione di ozono generata ed evitate presenza di persone nell’area di trattamento.

Sanificazione con ozono: i limiti di tollerabilità umana
Sanificazione con ozono: i limiti di tollerabilità umana
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Concentrazione sanificazione con ozono
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Soglia limite pericolosità ozono per uomo
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Se vi affidate a società esterne, accertatevi che siano in grado di rilevare e documentare la concentrazione di ozono, per dare evidenza dell’efficacia del trattamento. E soprattutto per evitare esposizioni pericolose per persone e cose.

In conformità alle norme H.A.C.C.P e D.Lgs. 626/94, chi ne fa utilizzo non deve essere esposto a più di 0,1 ppm di ozono in 8 ore o più di 0,3 ppm due volte/die per 15 minuti

Ma l'ozono è davvero riconosciuto come mezzo in grado di inattivare il coronavirus?

Procediamo per passi. Innanzitutto, l’ozono è una molecola formata da tre atomi di ossigeno, molto reattiva e instabile, che potrebbe essere in grado di inattivare un virus a membrana proteica come il coronavirus (SARS-CoV-2).

Abbiamo già osservato che l’ozono è un gas tossico, se inalato in sufficiente quantità può causare stato di malessere a seguito di inalazione, e che questi livelli sono molto vicini se non inferiori alle concentrazioni richieste per un trattamento efficace.

Ma quali sono le concentrazioni e i tempi di contatto necessari per ottenere il risultato desiderato? Voci ufficiali come quelle dell’ISS hanno ribadito che non è stata effettuata alcuna sperimentazione a riguardo, e tutte le linee guida ufficialmente pubblicate parlano di tre principi attivi in grado di inattivare il virus, tra questi non rientra l’ozono. Alleghiamo in fondo a questa pagina i documenti ufficiali.

Citiamo a proposito le raccomandazioni per la disinfezione di ambienti esterni e superfici, pubblicato di recente dall’istituto superiore di sanità:

Sulla base di quanto sopra esposto si raccomanda: per la disinfezione delle superfici dure, in accordo alle Linee guide ECDC e OMS, l’uso di ipoclorito di sodio allo 0,1% dopo la pulizia con acqua e detergente neutro (pH neutro).

per le superfici da sottoporre a trattamento disinfettante le quali potrebbero essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio, in alternativa, può essere utilizzato etanolo (alcol etilico) al 70%, v/v, sempre dopo pulizia con acqua e detergente a pH neutro.

Il parere della IOA (International Ozone Association)

Abbiamo quindi recuperato in rete il parere dellaIOA (International Ozone Association) https://www.ioa-pag.org/.

In particolare potrete scaricare il documento completo in fondo alla pagina, qui sotto riportiamo il punto saliente:

La ricerca peer review non è stata ancora completata e pertanto non è possibile trarre conclusioni definitive sull’inattivazione dell’ozono di SARS-CoV-2

Sostanzialmente, l’associazione interazionale dell’ozono sostiene che fino a quando non ci saranno studi approvati scientificamente, non è possibile esprimersi circa l’inattivazione del SARS-CoV-2. Qui sotto lo screenshoot del documento originale:

Efficacia Ozono Coronavirus IOA statement
Efficacia Ozono Coronavirus IOA statement

Sanificazione con ozono: il nostro parere documentato

Non c’è quindi una schiacciante motivazione che ci spinge a consigliare l’ozono per la disinfezione del COVID.

Essendo l’efficacia è da dimostrare e i rischi per le persone sono presenti, quando invece esistono prodotti efficaci molto meno dannosi. Da non trascurare l’effetto reagente dell’ozono sulle cose presenti nei locali trattati.

Inoltre rilevare la concentrazione corretta di ozono non è facile e richiede strumenti specifici. Questo può comportare trattamenti inutili (in caso di concentrazione troppo bassa) oppure potenzialmente dannosi (in caso di concentrazione troppo alta).

In definitiva, soprattutto per ambienti di lavoro, il nostro suggerimento è di utilizzare metodi ufficialmente riconosciuti e facili da gestire, anche per evitare di incorrere in contestazioni o errori difficili da dimostrare.

Ricordiamo che i disinfettanti ufficialmente riconosciuti contro il Sars-CoV-2 sono:

  • perossido di idrogeno
  • ipoclorito di sodio
  • soluzioni alcoliche (meglio se al 70%)
Infine, ma ugualmente importante, utilizzando sistemi non riconosciuti, potrebbe mettere i dubbio l’accesso al credito di imposta per sanificazione, come spiegato qui: sanificazione ambientale, approvato il credito di imposta

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