Autorizzazione sanificazione e disinfezione ambientale: serve?

Mi serve un’autorizzazione sanificazione per esercitare l’attività di disinfezione ?

Disinfezione climatizzatore con Foggy MGF: quali autorizzazioni servono?
Disinfezione climatizzatore con Foggy MGF: quali autorizzazioni servono?

Una domanda spesso ricorrente che ci fanno i nostri clienti è: “Autorizzazione sanificazione e disinfezione ambientale è necessaria per esercitare l’attività?”. La disinfezione aziende è molto richiesta in questi giorni, in vista della riapertura, secondo le regole della “fase 2”, dopo il lockdown.

In questa pagina abbiamo raccolto tutte le informazioni utili per chi vuole cominciare.

Le definizioni ufficiali di: pulizia, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione, sanificazione

Per prima cosa occorre chiarirsi sui termini. La fonte più autorevole è la legge. Il decreto ministeriale n 274, del 7 luglio 1997 consultabile come sempre in originale nel link, definisce senza dubbio i termini di: pulizia, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione e sanificazione.

Vediamo insieme di cosa si tratta.

Citiamo a tal proposito l’art 1, definizioni:

Definizione di attività di pulizia

a) sono attività di pulizia quelle che riguardano il complesso di procedimenti e operazioni atti a rimuovere polveri, materiale non desiderato o sporcizia da superfici, oggetti, ambienti confinati ed aree di pertinenza;

Definizione attività di disinfezione

b) sono attività di disinfezione quelle che riguardano il complesso dei procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti confinati e aree di pertinenza mediante la distruzione o inattivazione di microrganismi patogeni;

E’ quindi evidente che l’utilizzo di macchine per disinfezione come AirCleaner oppure Foggy rientri in questo comma. Anche vengono comunemente chiamate “macchine per sanificazione”. Aggiungerei anche impropriamente ai sensi della legge.

Definizione attività di disinfestazione

c) sono attività di disinfestazione quelle che riguardano il complesso di procedimenti e operazioni atti a distruggere piccoli animali, in particolare artropodi, sia perche’ parassiti, vettori o riserve di agenti infettivi sia perche’ molesti e specie vegetali non desiderate. La disinfestazione puo’ essere integrale se rivolta a tutte le specie infestanti ovvero mirata se rivolta a singola specie;

Parlare di “disinfestazione con ozono” o più in generale disinfestazione coronavirus è quanto mai inappropriato: la disinfestazione si usa, ad esempio, con le cimici.

Definizione di attività di derattizzazione

d) sono attivita’ di derattizzazione quelle che riguardano il complesso di procedimenti e operazioni di disinfestazione atti a determinare o la distruzione completa oppure la riduzione del numero della popolazione dei ratti o dei topi al di sotto di una certa soglia;

Definizione attività di sanificazione

e) sono attivita’ di sanificazione quelle che riguardano il complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti mediante l’attivita’ di pulizia e/o di disinfezione e/o di disinfestazione ovvero mediante il controllo e il miglioramento delle condizioni del microclima per quanto riguarda la temperatura, l’umidita’ e la ventilazione ovvero per quanto riguarda l’illuminazione e il rumore.

La sanificazione, secondo la definizione ufficiale è quindi l’insieme di tutte le attività. Una successiva precisazione del Ministero, specifica quanto segue sull’attività di sanificazione:

il controllo e il miglioramento delle condizioni del microclima non deve sottintendere attività di verifica e manutenzione

e che la sanificazione rappresenta un “complesso di procedimenti e di operazioni” pertanto “le operazioni previste per il controllo ed il miglioramento vanno intese come un insieme di attività interconnesse tra di loro”.

Quali sono gli obblighi e i requisiti per esercitare un’attività di disinfezione aziende?

Le cose sono cambiate con l’entrata in vigore del “Decreto Bersani” DL n. 7/2007. Potete consultare questa legge sul sito della Camera dei deputati, cliccando qui:

Il punto che ci interessa è il comma 3 dell’articolo 10:

Autorizzazione sanificazione: quali sono gli adempimenti per esercitare l'attività?
Autorizzazione sanificazione: quali sono gli adempimenti per esercitare l’attività?

3. Le attivita’ di pulizia e disinfezione, di cui al decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato 7 luglio 1997, n. 274, e successive modificazioni, e di facchinaggio di cui al decreto del Ministro delle attivita’ produttive 30 giugno 2003, n. 221, sono soggette alla sola dichiarazione di inizio attivita’ ai sensi della normativa vigente, da presentare alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente, e non possono essere subordinate a particolari requisiti professionali, culturali e di esperienza professionale. Sono fatti salvi, ove richiesti dalla normativa vigente, i requisiti di onorabilita’ e capacita’ economico-finanziaria. Per l’esercizio delle sole attivita’ di facchinaggio non sono necessari i requisiti di capacita’ economico-finanziaria di cui alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 5 del regolamento di cui al decreto del Ministro delle attivita’ produttive 30 giugno 2003, n. 221. Resta salva la disciplina vigente per le attivita’ di disinfestazione, derattizzazione e sanificazione ed in ogni caso le attivita’ professionali di cui al presente comma possono essere esercitate solo nel pieno rispetto della normativa vigente in materia di tutela del lavoro e della salute ed in particolare del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, e della normativa in materia di smaltimento dei rifiuti speciali o tossici.

Cosa è cambiato dunque?

I requisiti per esercitare un’attività di disinfezione

le attività di pulizia e disinfezione devono presentare alla Camera di Commercio la sola dichiarazione di inizio attività (SCIA), e non richiedono particolari requisiti professionali, come titoli di studio o esperienza. Sono invece richiesti i requisiti di onorabilità e capacità economico-finanziaria.

I requisiti di onorabilità sono quelli indicati all’art. 2 della legge 82/94.

I requisiti di onorabilità prevedono che:

  • non sia stata pronunciata sentenza penale definitiva di condanna o non siano in corso procedimenti penali nei quali sia già stata pronunciata sentenza di condanna per reati non colposi a pena detentiva superiore a due anni o sentenza di condanna per reati contro la fede pubblica o il patrimonio, o alla pena accessoria dell’interdizione dall’esercizio di una professione o di un’arte o dell’interdizione dagli uffici direttivi delle imprese, salvo che sia intervenuta la riabilitazione;
  • non sia stata svolta o non sia in corso procedura fallimentare, salvo che sia intervenuta la riabilitazione ai sensi degli articoli 142, 143 e 144 delle disposizioni approvate con regio decreto 16 marzo 1942 n. 267;
  • non siano state applicate misure di sicurezza o di prevenzione ai sensi delle leggi 27 dicembre n. 1423, 10 febbraio 1962, n. 57, 31 maggio 1965, n. 575, e 13 settembre 1982, n. 646 e successive modificazioni, o non siano in corso procedimenti penali per reati di stampo mafioso;
  • non sia stata pronunciata sentenza penale definitiva di condanna per il reato di cui all’articolo 513-bis del codice penale;
  • non siano state accertate contravvenzioni per violazioni di norme in materia di lavoro, di previdenza e di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, non conciliabili in via amministrativa.

L’art. 2 del regolamento attuativo della legge 82/94 del 07. 07. 1997 n. 274 ha altresì definito i requisiti di capacità economico-finanziaria:

  • iscrizione all’INPS e all’INAIL, se ricorrono i presupposti di legge, di tutti gli addetti, compreso il titolare, i familiari e i soci prestatori d’opera;
  • assenza di protesti negli ultimi cinque anni a carico del titolare per le imprese individuali, dei soci per le società di persone, degli amministratori per le società di capitali e per le società cooperative;
  • esistenza di rapporti con il sistema bancario (titolarità di almeno un c/c bancario, postale o on-line) da indicare sul modello (nel caso di iscrizione nelle fasce di classificazione devono essere provati con dichiarazioni bancarie);
  • regolare applicazione dei contratti collettivi di settore qualora l’impresa occupi personale dipendente.

Pertanto per le attività di pulizia e di disinfezione non viene più previsto l’obbligo del possesso dei requisiti tecnico-organizzativi e quindi del preposto alla gestione tecnica.

Il parere delle camere di commercio è identico a quello di MGF. I casi specifici di Roma, Milano, Padova, Venezia, Parma e Prato.

Diversi siti delle CCIAA provinciali riportano esattamente quanto sosteniamo, a testimonianza della serietà con cui lavoriamo e divulghiamo infomazioni.

Pertanto riteniamo opportuno riportare direttamente le fonti. Il primo è il parere sulla attività di disinfezione della camera di commercio di Roma (per maggiori approfondimenti cliccate sul link)

Le attività possono essere esercitate solo dalle imprese che possiedono determinati requisiti morali, economico-finanziari e tecnico-organizzativi. Per poter partecipare agli appalti pubblici regolati dalla normativa comunitaria è inoltre necessario iscrivere l’impresa in una delle fasce di classificazione per volume di affari previste dalla legge n. 82/1994.

A seguito del D.L. 31/01/2007 n. 7, convertito in legge n. 40 del 02/04/2007 l’esercizio delle attività di pulizia e disinfezione non è subordinato al possesso dei requisiti previsti dall’art. 2 comma 3 del D.M. 7/7/97 n. 274, pertanto per tali attività non è necessario nominare il responsabile tecnico.

A Milano gli adempimenti richiesti sono gli stessi, come è possibile verificare qui.

L’adempimento consente ad una societa’ di comunicare l’inizio dell’attività regolamentata di pulizie e/o disinfezione e richiedere contestualmente l’annotazione alla sezione imprese artigiane.
L’attività è soggetta alla verifica dei requisiti morali, di onorabilità e di capacità economico-finanziaria da attestare e comunicare con la presentazione di apposita modulistica.

Occorre denunciare l’attività effettivamente iniziata o per la quale sia stata presentata la comunicazione, la scia o la scia unica. L’attività va descritta puntualmente e con chiarezza. Non è possibile viceversa denunciare attività con data di inizio futura o limitarsi a riprodurre in tutto o in parte l’oggetto sociale.
La data di inizio dell’attività deve corrispondere con la data del protocollo automatico della ricevuta della comunicazione unica.

Abbiamo anche qualche riferimento di costo:

Atti e documenti da allegare alla pratica registro imprese

Tipo documenti

– SCIA per apertura dell’esercizio di attività di pulizie, disinfezione, disinfestazione, di derattizzazione e di sanificazione

– Autocertificazione antimafia – Dichiarazione sul possesso dei requisiti da parte degli altri soggetti (successivi al dichiarante del modello SCIA) – Allegato A per ciascun soggetto obbligato.

Termine:

La denuncia di inizio dell’attività deve essere presentata il giorno dell’inizio dell’attività medesima

Importi:

Imposta di bollo 59,00 euro se società di persone; 65,00 euro se società di capitali

Diritti di segreteria 30 euro + 15 per attività regolamentata

In materia di pulizia, disinfezione e sanificazione la procedura è la stessa anche per la Camera di Commercio di Padova e analogamente anche per la Camera di Commercio di Venezia e Rovigo

Dello stesso parere è la camera di commercio di Parma, consultabile qui

Infine riportiamo il parere della camera di commercio di Prato

I requisiti per esercitare un’attività di sanificazione

le attività di disinfestazione, derattizzazione e sanificazione, di conseguenza, saranno invece destinatarie dell’applicazione sia dei requisiti di onorabilità e capacità economico-finanziaria e sia quelli di natura professionale e tecnico-organizzativi.

E’ necessaria la nomina da parte dell’impresa di un responsabile tecnico in possesso di requisiti tecnico-professionali. Il responsabile tecnico non può essere una figura esterna all’azienda.

I requisiti tecnico-professionali richiesti dal decreto ministeriale sono i seguenti:

  • assolvimento dell’obbligo scolastico ed esperienza professionale qualificata nello specifico campo di attività di almeno tre anni per le attività di disinfestazione, derattizzazione e sanificazione, svolta all’interno di imprese del settore, o comunque all’interno di uffici tecnici di imprese od enti preposti allo svolgimento di tali attività, in qualità di dipendente qualificato, familiare collaboratore, socio partecipante al lavoro o titolare di impresa. In base al contratto collettivo nazionale di lavoro delle imprese di pulizia, si considera qualificato il dipendente con qualifica rientrante nel 3° o 4° livello e superiori;
  • attestato di qualifica a carattere tecnico attinente l’attività conseguito secondo quanto previsto dalle norme sulla formazione professionale;
  • diploma di istruzione secondaria superiore in materia tecnica attinente l’attività;
  • diploma universitario di laurea in materia tecnica utile ai fini dello svolgimento dell’attività.

Igienizzazione e sanificazione sono la stessa cosa?

La risposta è no. Per quanto il termine igienizzazione non rientri nelle definizioni di legge, si puù ragionevolmente ritenere che disinfezione e igienizzazione abbiano significati analoghi e quindi diversi da sanificazione.

Consigliamo comunque di utilizzare i termini riportati sopra, in modo da evitare fraintendimenti: l’autorizzazione sanificazione è un fatto anche burocratico.

https://www.youtube.com/watch?v=KF5qcCLimEY

Posso effettuare attività di disinfezione della mia azienda?​

Si, senza autorizzazioni. Infatti si è puntualizzato quanto segue: la norma “riguarda unicamente soggetti ricadenti nella qualifica di impresa ai sensi delle disposizioni che disciplinano il Registro delle imprese, e non altri soggetti, quali collaboratori domestici, portieri o addetti alla pulizia dei condomini e simili, la cui attività viene esercitata nell’ambito di un rapporto di lavoro dipendente, direttamente instauratosi con il committente, secondo le norme di settore”.

Quindi se le attività di disinfezione aziendale sono svolte nella propria azienda, con proprio personale, i requisiti del D.M.274/97 non sono applicabili (es. Datore di Lavoro che svolge disinfezione dei propri ambienti di lavoro in proprio ma non svolge attività imprenditoriale di disinfezione aziende).

Disinfezione ambientale grazie alla nebulizzazione finissima di Foggy MGF
Disinfezione ambientale grazie alla nebulizzazione finissima di Foggy MGF

Riassumendo, quali autorizzazioni mi servono per sanificare ambienti con Foggy o Aircleaner?

Macchina per disinfezione e sanificazione AirCleaner: soggetta al credito di imposta COVID
Macchina per disinfezione e sanificazione AirCleaner: soggetta al credito di imposta COVID

Se effettuo la disinfezione della mia azienda o abitazione, non sono richieste autorizzazioni. O meglio questa attività non rientra nel DM 274/97.

Se come imprenditore voglio esercitare l’attività di disinfezione aziende o in generale presso terzi (secondo dell’art.1 comma 1 DM274/97, lettere a)  e  b)), allora occorrono solo i requisiti di onorabilità ed economico finanziari;

Commenta qui sotto se hai dubbi o ti servono approfondimenti, saremo felici di risponderti.

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